giovedì 21 febbraio 2019
martedì 5 febbraio 2019
La Reliquia della Madonna delle lacrime di Siracusa fa visita alla comunità parrocchiale
Le lacrime non
sono sempre la risposta al dolore ci sono lacrime di speranza, di preghiera e
di gioia per una vita nuova. E' questo il profondo messaggio che padre Enzo Candido
del Santuario di Siracusa ha lasciato alla comunità di Rosarno che nei giorni scorsi
ha accolto con grande devozione il Reliquario, fortemente voluto dal vicario
parrocchiale Don Giuseppe Calimera, contenente le lacrime versate dal Quadretto
della Madonna di Siracusa. Il Reliquario è stato nella Parrocchia Maria
Santissima Addolorata dal venticinque al ventisette gennaio e la sua presenza
ha riunito centinaia di fedeli che sono accorsi da tutta la Piana di Gioia
Tauro per venerare quella piccola custodia che per tre giorni è stata preziosa
per chiunque l’abbia visitata, donne, uomini, bambini, giovanissimi, i quali
hanno posto in quelle lacrime che hanno rigato il volto dolce di Maria le
proprie speranze, i propri desideri e, hanno condiviso con Lei il peso delle
proprie fatiche quotidiane e dei propri dolori, alcuni devastanti. Pur essendo intoccabile
ed esposta in un piccolo baldacchino festante in alto la reliquia profumava
anche da lontano del cuore tenero di Maria che ha pianto tanti anni fa per
raccogliere dentro di sé tutto il dolore dei suoi figli che non abbandona mai.
Il Reliquario, inoltre, è stato sorvegliato notte e giorno dai componenti dell’Associazione
Nazionale Carabinieri sezione di Rosarno
e dalla Confraternita dell’Addolorata che ha prestato il proprio servizio
ininterrottamente a tutte le funzioni liturgiche e non. Le lacrime sono arrivate
in piazza Calvario, sono state consegnate al parroco don Rosario Attisano che insieme
al Vicario parrocchiale Don Giuseppe Calimera hanno guidato una composta
processione che ha attraversato le vie principali della città di Rosarno ed ha
raggiunto la chiesa Maria Santissima Addolorata dove è stato recitato il
rosario e, al termine della concelebrazione eucaristica presieduta da padre
Candido e dai sacerdoti Attisano, don Giuseppe Calimera, padre Luigi Ragione e dal diacono Mimmo Serreti, affiancati dalla Confraternita all’Addolorata, che ha indossato le tuniche
dedicate alla Vergine come si fa nelle ricorrenze e nei momenti speciali comunitari,
è stato proiettato un documentario storico della lacrimazione di Maria. Un’occasione
per la comunità rosarnese per incontrare un’altra comunità devota quella sicula
nelle storia delle lacrime di Maria. Cosa accadde?
«Due giovani coniugi, Angelo Iannuso
e Antonina Lucia Giusti, sposatisi il 21 marzo del 1953, abitavano in una
modesta casa in via degli orti di S. Giorgio a Siracusa. La signora Antonina
era in attesa del primo bambino, ma la gravidanza però si presentava difficile,
al punto che a volte le procurava l’abbassamento della vista; il 29 agosto
verso le 3 di notte, quel disturbo si acuì a tal punto, da renderla
completamente priva di vista. Lo scoraggiamento fu totale, procurandole molta
sofferenza, ma inaspettatamente verso le 8,30 del mattino, la vista tornò come
prima e alzando lo sguardo verso il quadretto di gesso attaccato a capo del
letto, incredula e meravigliata vide grosse lacrime scendere sul viso della
Madonnina. Immediatamente richiamò l’attenzione del marito gridando: “La
Madonnina piange”. Come era da aspettarselo, la notizia si sparse velocemente
in tutta Siracusa e da lì nel mondo, suscitando enorme scalpore; la casa dei
coniugi Iannuso si trasformò in meta di pellegrinaggio, che le foto dell’epoca
documentano, perché tutti volevano vedere la “Madonnina che piange”. La
statuetta-quadretto era un mezzo busto di gesso, raffigurante il Cuore
Immacolato di Maria ed era un regalo di nozze, ricevuto dai giovani sposi. La
misteriosa lacrimazione si protrasse a più riprese dal 29 agosto al 1° settembre;
l’atteggiamento della Chiesa in questo frangente, fu di opportuna prudenza; l
quadro fu poi nei giorni seguenti sottoposto all’esame di una Commissione
scientifica, che ne diede un’ampia relazione, il liquido raccolto venne
sottoposto ad una serie di analisi chimico-fisico-biologiche, che confrontate
con il secreto lacrimale di un adulto e di un bambino di due anni e sette mesi,
facevano riscontrare la stessa composizione e le stesse sostanze escretorie del
tipo di lacrime umane».
Lo stesso giorno padre Candido ha
fatto una catechesi per le famiglie e per gli operatori pastorali per fortificare
il significato della prima comunità umana qual è la famiglia, un luogo in cui
si scopre e si assapora l’amore e si hanno le prime relazioni sociali e per
rafforzare la comunione nei fedeli al servizio della chiesa. Il secondo giorno il Reliquiario è stato
scoperto dai più piccoli, dagli alunni della scuola primaria e della scuola
secondaria di secondo grado, successivamente le lacrime hanno lasciato la
chiesa per andare nelle case dei malati che ha accarezzato le loro mani e i
loro occhi con tenerezza e speranza, donando un momento di luce a chi non
riesce più ad alzarsi dal letto. Con grande commozione è stata anche partecipata
la veglia di preghiera mariana e l’adorazione eucaristica per tutta la notte,
sia il reliquiario sia Gesù non sono stati lasciati soli un attimo, un fiume di
persone si è recato in chiesa per pregare con tutta l’anima vicine a persone
importanti per il cuore e buone, come fosse un bisogno fisico e spirituale, un bisogno
vitale. L’ultimo giorno la Madonna è stata con la comunità rosarnese nel giorno
del Signore quello senza tramonto e la sua visita è culminata con le famiglie
che hanno perso un figlio, con l’associazione “Figli tra gli angeli” guidata da
Mimmo Barillà che ha perso un giovane figlio in un tragico incidente stradale e
con una fiaccolata che ha accompagnato la reliquia dove l’ha incontrata per la
prima volta, in piazza Calvario per salutarla con il cuore pieno di speranza.
Un momento forte quello con i “Figli tra gli angeli” che ha lasciato un segno
nella vita di chi ne ha preso parte, il cui assistente spirituale è lo stesso
don Rosario Attisano, il quale assorbe tutto il loro dolore cercando di
confortarli nella fede, un momento vissuto pienamente nella liturgia dove si
compie la pienezza del Signore vivo. Nessuno dimenticherà quella fila
interminabile di strazio e di sofferenza terribile e annientante composta da
mamme e papà che giunti all’altare hanno ripetuto con voce piegata il nome del
proprio figlio morto mentre hanno acceso una candela che ha preso le sembianze
di piccoli angeli la cui fiammella accesa, divina e celestiale per qualche
minuto ha abbracciato, coccolato e unito i cuori dei genitori con i loro figli
in cielo perché non c’è mai fine al dolore per la perdita di un figlio e solo
nella forza in Dio si possono piangere lacrime di speranze.
Kety
Galati
mercoledì 30 gennaio 2019
Votazioni del 28/01/2019 - risultati
Alla presenza del Delegato Vescovile alle Confraternite della Diocesi di Oppido Mamertina Palmi Don Cosimo Ciano, dell'assistente spirituale della Confraternita Maria SS Addolorata Don Giuseppe Calimera con la partecipazione del Parroco Don Rosario Attisano il giorno 28/01/2019 è stato costituito il seggio elttorale per lo svolgimento delle elezioni. Seggio presieduto dal confratello Salvatore Varone con l'assistenza dei due scrutatori previsti da statuto Vincenzo Capria e Cosimo Iamundo.
Il regolare svolgimento delle elezioni che ha visto votare il 97% degli aventi diritto al voto ha decretato l'elezione del primo consiglio della Confraternita che nel trienno 2019-2022 condurrà la Congrega.
Il delegato Vescovile viste le risultanze del voto ha decretato l'elezione al Consiglio i seguenti Confratelli:
- BERRICA BIAGIO
- CANNATA' ROCCO
- COSTANTINO DOMENICO
- DONATO MASSIMILIANO
- MAMMI' ANTONIO
- PUNTURIERO FRANCESCO
- SCARANO FRANCESCO
- DONATO FRANCESCO
- ITALIANO LUCIANO
- ROSARNO FRANCO
Il Delegato ha ringraziato la congrega per l'ordinato svolgimento delle votazioni ed ha augurato un prospero e proficuo cammino.
Gli eletti consultato l'assistente spirituale si sono dati appuntamento per la prima riunione del consiglio per il giorno 04/02/2019, dove si decideranno le cariche all'interno del consiglio e si indicherà la terna dei nomi da comunicare al Vescovo per la nomina del Priore della confraternita.
sabato 26 gennaio 2019
Elezioni del Governo della Confraternita
Il delegato Vescovile Don Mino Ciano ha convocato le prime elezioni della confraternita, per il giorno 28/01/2019 presso i locali della Parrocchia, ove ha sede la confraternita.
I Confratelli riuniti in riunione dopo un momento di preghiera animata da Don Giuseppe Calimera ed alla presenza del Parroco Don Rosario Attisano, dopo lunga e proficua discussione hanno scelto i candidati al Consiglio ed a Revisori dei Conti.
I Confratelli che hanno dato la loro disponibilità e sono eleggibili lunedì 28/01/2019 a norma dello statuto Diocesano sono 14 per il Consiglio e 6 per Revisori dei conti, la lista dei candidati è consultabile ai seguenti link:
Elenco candidati al ruolo di Revisori dei Conti
Elenco Candidati al Consiglio
I Confratelli riuniti in riunione dopo un momento di preghiera animata da Don Giuseppe Calimera ed alla presenza del Parroco Don Rosario Attisano, dopo lunga e proficua discussione hanno scelto i candidati al Consiglio ed a Revisori dei Conti.
I Confratelli che hanno dato la loro disponibilità e sono eleggibili lunedì 28/01/2019 a norma dello statuto Diocesano sono 14 per il Consiglio e 6 per Revisori dei conti, la lista dei candidati è consultabile ai seguenti link:
Elenco candidati al ruolo di Revisori dei Conti
Elenco Candidati al Consiglio
martedì 15 gennaio 2019
mercoledì 12 dicembre 2018
Vestizione Straordinaria
Rosarno, lì 07/12/2018
LA CONFRATERNITA MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA CRESCE
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LA CONFRATERNITA MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA CRESCE
La comunità parrocchiale Maria Santissima Addolorata di Rosarno si è impreziosita di altri confratelli i quali venerdì scorso durante la celebrazione eucaristica hanno giurato fedeltà e impegno alla Confraternita dedicata alla Vergine Addolorata che li ha accolti con gioia e con la quale condivideranno un nuovo percorso di fede e di confronto tesi a servire gli ultimi e ad evangelizzare con coerenza. La Confraternita è nata lo scorso quindici settembre, in tal senso, si è avverato il desiderio di alcuni laici, che si è rafforzato nel tempo e si è esteso ad altri. Come lo scorso settembre, undici servi di Maria, hanno promesso davanti all’altare e davanti ai primi quindici fratelli di impegnarsi spiritualmente a diffondere e testimoniare le virtù di carità di Maria e la sua rivoluzionaria femminilità. I confratelli hanno promesso di camminare insieme nella città di Rosarno in nome di quell’alleanza cristiana, o meglio, di quel legame di sangue fraterno che ha origine nell’essere figli non solo di un unico Padre ma di un’unica Madre, per offrire a tutti il calore e la gioia di un’amicizia fraterna che possa riscaldare il cuore di chiunque li incontri e soprattutto per portare ai più “piccoli” una nuova speranza. Durante la funzione liturgica presieduta dal parroco Rosario Attisano e concelebrata da don Giuseppe Calimera e padre Lugi Ragione, i nuovi confratelli hanno pronunciato tre sì: l’impegno a servire le celebrazioni in cui è richiesta la loro presenza, far crescere nella loro vita una intensa pietà eucaristica ed un rapporto più intenso con Gesù presente sull’altare, l’impegno a vivere la famiglia sui luoghi di lavoro e della società come testimoni del Vangelo e autentici figli di Maria, accettando le regole dello Statuto diocesano in tema di Confraternite ed il regolamento della stessa Confraternita. Dopo la recitazione della preghiera di offerta e accettazione del nuovo servizio e la benedizione delle vesti, uno alla volta, tutti i nuovi confratelli che già indossavano la tunica hanno ricevuto lo stolone e la mantella di colore blu violaceo con l’immagine della Madonna Addolorata, che il sacerdote Attisano ha posato silenziosamente e con gioia sulle loro spalle. Un momento straordinario e indimenticabile per la storia della parrocchia Maria Santissima Addolorata, un momento di grazia, un dono particolare, così come quello forte e intenso del rito della vestizione dei confratelli, commossi, che ha riportato l’intera comunità numerosa all’ininterrotta presenza della pietà popolare mariana. L’omelia di don Rosario Attisano, si è concentrata sull’importanza della consacrazione dei fratelli che sono entrati a far parte della Confraternita che ha ricevuto l’approvazione di monsignor Francesco Milito, vescovo della diocesi di Oppido – Palmi. Va ricordato che dopo alcuni secoli a Rosarno si istituisce una nuova Confraternita in segno di devozione e rispetto verso la Vergine Addolorata, a Rosarno ci sono state quattro Confraternite, l’ultima dedicata alla Santissima Trinità, due alla Vergine del Rosario e alla Vergine dell’Immacolata e una alle anime del purgatorio. Nei secoli queste confraternite hanno dato tanto nel cammino della fede e hanno aiutato le chiese di Rosarno a proclamare la devozione alla Vergine Maria. Il parroco Attisano si è rivolto ai confratelli, ricordando loro, di avere risposto alla chiamata del Signore e della Vergine, esortandoli, a non scordare mai il legame di fraternità che li unisce. «Quando vi incontrerete vi chiamerete fratelli sia nei momenti belli sia nei momenti più difficili, la fraternità trionfa e vince sull’egoismo personale, la presunzione, l’invidia e la gelosia, da oggi non ci deve essere più l’io ma il noi, dovete testimoniare attraverso l’esempio di vita questo amore profondo verso la Madonna silenziosa, che meditava nel suo cuore le parole di Gesù Maria, e che ha consolato la prima comunità cristiana vicina agli apostoli. Pure voi avete questo compito di confortare tutti coloro che il Signore metterà sul vostro cammino, è un dono, avete giurato di essere fedeli alla Vergine Maria». Infine, don Rosario Attisano, si è augurato, che in questo anno di prova per la Confraternita, altri fratelli e sorelle possano aggiungersi il prossimo settembre per sposare lo stesso carisma. I confratelli che hanno promesso durante la vestizione straordinaria sono: Caserta Nicola, Costantino Vincenzo, Donato Grgorio, Grime Domenico, Italiano Luciano, Mazzeo Francesco, Messina Giuseppe, Reitano Domenico, Rosarno Antonino, Rosarno Benito, Sgro Carmelo.
Kety GalatiVisualizza le foto della celebrazione
venerdì 23 novembre 2018
SANTA MESSA IN OCCASIONE DELLA GIORNATA DELLE CONFRATERNITE E DELLA PIETÀ POPOLARE
OMELIA DEL SANTO PADRE FRANCESCO
Piazza
San Pietro
VI Domenica di Pasqua, 5 maggio 2013
VI Domenica di Pasqua, 5 maggio 2013
Cari fratelli e sorelle, siete stati coraggiosi a venire con questa pioggia… Il Signore vi
benedica tanto!
Nel cammino dell'Anno della fede,
sono contento di celebrare questa Eucaristia dedicata in modo speciale alle
Confraternite: una realtà tradizionale nella Chiesa, che ha conosciuto in tempi
recenti un rinnovamento e una riscoperta. Vi saluto tutti con affetto, in
particolare le Confraternite venute da varie parti del mondo! Grazie per la
vostra presenza e la vostra testimonianza!
1. Nel Vangelo abbiamo ascoltato un brano dei
discorsi di addio di Gesù, riportati dall'evangelista Giovanni nel contesto
dell'ultima Cena. Gesù confida agli Apostoli i suoi ultimi pensieri, come un
testamento spirituale, prima di lasciarli. Il testo di oggi insiste sul fatto
che la fede cristiana è tutta incentrata sul rapporto con il Padre, il Figlio e
lo Spirito Santo. Chi ama il Signore Gesù accoglie in sé Lui e il Padre e
grazie allo Spirito Santo accoglie nel proprio cuore e nella propria vita il
Vangelo. Qui ci è indicato il centro da cui tutto deve partire e a cui tutto
deve condurre: amare Dio, essere discepoli di Cristo vivendo il Vangelo.
Benedetto XVI rivolgendosi a voi, ha usato questa parola: evangelicità. Care
Confraternite, la pietà popolare, di cui voi siete un’importante manifestazione
è un tesoro che ha la Chiesa e che i Vescovi latinoamericani hanno definito, in
modo significativo, come una spiritualità, una mistica, che è uno «spazio di
incontro con Gesù Cristo». Attingete sempre a Cristo, sorgente inesauribile,
rafforzate la vostra fede, curando la formazione spirituale, la preghiera
personale e comunitaria, la liturgia. Nei secoli le Confraternite sono state
fucine di santità di tanta gente che ha vissuto con semplicità un rapporto
intenso con il Signore. Camminate con decisione verso la santità; non
accontentatevi di una vita cristiana mediocre, ma la vostra appartenenza sia di
stimolo, anzitutto per voi, ad amare di più Gesù Cristo.
2. Anche il brano degli Atti degli Apostoli
che abbiamo ascoltato ci parla di ciò che è essenziale. Nella Chiesa nascente
ci fu subito bisogno di discernere ciò che era essenziale per essere cristiani,
per seguire Cristo, e che cosa non lo era. Gli Apostoli e gli altri anziani
fecero una riunione importante a Gerusalemme, un primo "concilio", su
questo tema, per i problemi che erano nati dopo che il Vangelo era stato
annunciato ai pagani, ai non ebrei. Quella fu un'occasione provvidenziale per
capire meglio che cosa è essenziale, cioè credere in Gesù Cristo morto e
risorto per i nostri peccati, e amarsi come Lui ci ha amati. Ma notate come le
difficoltà furono superate non al di fuori, ma nella Chiesa. E qui c’è un
secondo elemento che vorrei richiamarvi, come fece Benedetto XVI, e cioè
l’ecclesialità. La pietà popolare è una strada che porta all’essenziale se è
vissuta nella Chiesa in profonda comunione con i vostri Pastori. Cari fratelli
e sorelle, la Chiesa vi vuole bene! Siate una presenza attiva nella comunità
come cellule vive, pietre viventi. I Vescovi latinomericani hanno scritto che
la pietà popolare di cui siete espressione è «una modalità legittima di vivere
la fede, un modo di sentirsi parte della Chiesa» (Documento di Aparecida,
264). E’ bello questo! Una modalità legittima di vivere la fede, un modo di
sentirsi parte della Chiesa. Amate la Chiesa! Lasciatevi guidare da essa! Nelle
parrocchie, nelle diocesi, siate un vero polmone di fede e di vita cristiana,
un'aria fresca!. In questa Piazza vedo una grande varietà prima di ombrelli e
adesso di colori e di segni. Così è la Chiesa: una grande ricchezza e varietà
di espressioni in cui tutto è ricondotto all’unità; la varietà ricondotta
all'unità è l’incontro con Cristo.
3. Vorrei aggiungere una terza parola che vi
deve caratterizzare: missionarietà. Voi avete una missione specifica e
importante, che è quella di tenere vivo il rapporto tra la fede e le culture
dei popoli a cui appartenete, e lo fate attraverso la pietà popolare. Quando,
ad esempio, voi portate in processione il Crocifisso con tanta venerazione e
tanto amore al Signore, non fate un semplice atto esteriore; voi indicate la
centralità del Mistero Pasquale del Signore, della sua Passione, Morte e
Risurrezione, che ci ha redenti, e indicate a voi stessi per primi e alla
comunità che bisogna seguire Cristo nel cammino concreto della vita perché ci
trasformi. Ugualmente quando manifestate la profonda devozione per la Vergine
Maria, voi indicate la più alta realizzazione dell’esistenza cristiana, Colei
che per la sua fede e la sua obbedienza alla volontà di Dio, come pure per la
sua meditazione della Parola e delle azioni di Gesù, è la discepola perfetta
del Signore (cfr Lumen
gentium, 53). Questa fede, che nasce dall'ascolto della Parola di Dio,
voi la manifestate in forme che coinvolgono i sensi, gli affetti, i simboli
delle diverse culture... E così facendo aiutate a trasmetterla alla gente, e
specialmente alle persone semplici, a coloro che nel Vangelo Gesù chiama «i
piccoli». In effetti, «il camminare insieme verso i santuari e la
partecipazione ad altre manifestazioni della pietà popolare, portando con sé
anche i figli e coinvolgendo altre persone, è in se stesso un'azione di
evangelizzazione» (Documento di Aparecida, 264). Quando voi andate ai
santuari, quando portare la famiglia, i vostri figli, voi state facendo proprio
un’azione di evangelizzazione. Bisogna andare avanti così! Siate anche voi veri
evangelizzatori! Le vostre iniziative siano dei “ponti”, delle vie per portare
a Cristo, per camminare con Lui. E in questo spirito siate sempre attenti alla
carità. Ogni cristiano e ogni comunità è missionaria nella misura in cui porta
e vive il Vangelo e testimonia l’amore di Dio verso tutti, specialmente verso
chi si trova in difficoltà. Siate missionari dell’amore e della tenerezza di
Dio! Siate missionari della misericordia di Dio, che sempre ci perdona, sempre
ci aspetta, ci ama tanto!
Evangelicità, ecclesialità, missionarietà.
Tre parole! Non dimenticarle! Evangelicità, ecclesialità, missionarietà.
Chiediamo al Signore che orienti sempre la nostra mente e il nostro cuore verso
di Lui, come pietre vive della Chiesa, perché ogni nostra attività, tutta la
nostra vita cristiana sia una testimonianza luminosa della sua misericordia e
del suo amore. E così cammineremo verso la meta del nostro pellegrinaggio
terreno, verso quel santuario tanto bello, la Gerusalemme del Cielo. Là non c’è
più alcun tempio: Dio stesso e l’Agnello sono il suo tempio; e la luce del sole
e della luna cedono il posto alla gloria dell’Altissimo. Così sia.
©
Copyright 2013 - Libreria Editrice Vaticana
lunedì 19 novembre 2018
IL RUOLO DELLE CONFRATERNITE ED IL LORO SERVIZIO NELLA CHIESA
Testo di Giovanni Calisi
1. Analizzare il ruolo delle Confraternite ed il loro servizio nella Chiesa non è mero un esercizio di cultura storica e neppure una analisi giuridica. Esso ci consente di riflettere anche sul futuro ruolo delle Confraternite, e sul loro ruolo all'interno della Chiesa.
Quando si pensa alle Confraternite si pensa giustamente ad istituzioni cariche di storia. Effettivamente rintracciare le esatte origini storiche è alquanto difficile e porta a risultati comunque non definitivi.
Certamente l'origine può essere fatta risalire alle prime comunità cristiane, per cui possiamo senza dubbio affermare che la storia delle Confraternite laicali è intimanente connessa alla storia della Chiesa stessa.
L'associazionismo laicale fu una esigenza che i cristiani sentirono fin da subito, per realizzare la fratellanza e l'amore di Cristo secondo il principio evangelico "se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome io sono in mezzo a loro" (Mt. XVIII, 20).
2. Le Confraternite come le conosciamo oggi, e dalle quali discendiamo direttamente e senza interruzione, sorsero nel XII secolo quali associazioni di fedeli erette per l'esercizio di opere di carità e pietà, ma aventi anche lo scopo dell'incremento del culto pubblico.
A differenza delle congregazioni religiose i membri delle Confraternite, allora come oggi, non emettono voti né vivono in comunità.
La stabilità, elemento molto importante in una associazione, in quanto solo così possono essere raggiunti gli scopi più alti, viene assicurata dalla erezione canonica, che consiste in un formale decreto emesso dalla autorità ecclesiastica e dalla obbligatoria adozione di uno statuto, che fissa lo scopo della Confraternita e regola i rapporti sociali interni.
La diffusione delle Confraternite, dal XII secolo in poi, fu rapidissima: Francia, Germania, Italia, Spagna.
La presenza penetrante delle Confraternite in tutti gli strati sociali, la fiducia che incutevano nei fedeli, l'esempio di povertà e di rettitudine, contribuirono a salvare la Chiesa negli anni della divulgazione della eresia.
I laici associati permisero alla Chiesa di essere presente in tutti gli ambienti, costituendo un vero e proprio tessuto connettivo di fronte al quale l'eresia non aveva la possibilità di attecchire.
Dobbiamo ricordare che in Germania, nelle città in cui vi era una forte presenza di laici associati in Confraternite la predicazione protestante si arrestò, dilagando invece altrove.
Nel '500 a Colonia vi erano 80 Confraternite a Lubecca 70, ad Amburgo 100: ebbene queste città seppero mantenere una forte presenza cattolica e come a Colonia i cattolici rimasero, come in effetti tuttora sono, maggioranza.
3. Nel corso dei secoli gli scopi delle Confraternite si mantennero sempre presenti, su due binari.
Da un lato la missionarietà e dall'altro l'esercizio della carità: accogliere i pellegrini, assistere i carcerati, seppellire i morti, costruire ospedali.
In questa sede non è possibile analizzare i rapporti delle Confraternite con la società e con la Chiesa e la loro evoluzione storica. Va però sottolineato che con singolare capacità "autorigeneratrice", di volta in volta, le Confraternite seppero adattarsi alle mutate condizioni dei tempi.
Arriviamo invece ai giorni nostri e cerchiamo di vedere come le Confraternite si inseriscono nella struttura ecclesiale e quindi cosa possono offrire e proporre per il futuro.
4. Abbiamo detto che le Confraternite sono associazioni di fedeli.
Il codice di diritto canonico (CIC) del 1983 al canone 215 enuncia il diritto dei fedeli di riunirsi in associazioni.
Può sembrare curiosa questa enunciazione, se si considera che con le Confraternite i fedeli già da secoli esercitavano questo diritto, tuttavia va considerato il nuovo rilievo che si vuole dare nella Chiesa alle associazioni di fedeli sulla base delle dottrine espresse nel Concilio Vaticano II.
Si riconosce cioè che il diritto di associarsi non può essere visto soltanto come un diritto umano recepito dall'ordinamento della Chiesa - come in effetti già era nel Codice Pio Benedettino del 1917 - ma l'associarsi nella Chiesa che è Popolo e Corpo, risponde al valore divino.
5. Il vigente diritto canonico ha ritenuto utile suddividere le associazioni in due grandi gruppi:
- le associazioni pubbliche
- le associazioni private.
L'esistenza di queste ultime è una novità mentre riguardo alle prime esse erano già delineate nel Codice piano benedettino proprio nelle disposizioni riguardanti le Confraternite.
Le Confraternite per antica tradizione, alla quale ci si richiama ai sensi del canone 120 CIC 1983, appartengono alla categoria delle associazioni pubbliche di fedeli che si differenziano sostanzialmente nel regime giuridico e nel loro rapporto con l'autorità ecclesiastica (cf. can 301 CIC).
L'esatta definizione giuridica delle Confraternite è quindi quella ancora contenuta dal canone 707 del codice di diritto canonico del 1917, con i rilevanti aggiornamenti contenuti nel codice del 1983, che modernizza il ruolo della Confraternite, inserendole nelle associazioni pubbliche e conferendo a questa importante categoria compiti del tutto speciali.
6. E' interessante analizzare i caratteri propri degli enti ("associazioni pubbliche") alla cui categoria appartengono le nostre istituzioni. Da queste analisi appare chiaro il ruolo che la Chiesa affida al laicato "pubblico".
I) sono erette dalla gerarchia.
II) la gerarchia assegna una missione canonica
III) le associazioni pubbliche agiscono in nome della gerarchia
IV) sono sottomesse in tutto al governo dei sacri pastori,
V) i loro beni sono beni ecclesiastici.
I) le associazioni sono erette dalla gerarchia. Occorre un atto di erezione per costituire una nuova Confraternita e tale atto è proprio ed esclusivo della autorità ecclesiastica, che contemporaneamente alla erezione canonica concede anche la personalità giuridica.
II) la stessa gerarchia assegna una missione canonica in quanto i fini delle associazioni presuppongono una partecipazione nella missione pastorale propria della gerarchia. Precisamente il canone 301 CIC affida alle persone pubbliche due finalità:
a - l'insegnamento della dottrina cristiana in nome della Chiesa
b - l'incremento del culto pubblico.
Questi sono di fatto i compiti che la Chiesa affida oggi alle Confraternite.
Occorre precisare che se ad ogni fedele è fatto obbligo di insegnare la dottrina cristiana il compito di farlo in nomine Ecclesiae è compito che spetta all'autorità la quale può affidarlo ad una associazione.
Riguardo al culto pubblico, la seconda finalità, occorre dire ciò che si riferisce al culto pubblico, normalmente è compito collegato al munus santificandi che spetta in quanto tale ai Pastori consacrati in conformità col disegno divino sulla Chiesa. L'affidamento di questa funzione ad una associazione laicale è una grave responsabilità che costituisce la associazione stessa quale più stretto collaboratore della autorità, che da parte sua si rende garante dell'operato della stessa associazione.
III) le associazioni pubbliche agiscono in nome della gerarchia. La autorità ecclesiastica affida dunque una sorte di missione alle associazioni pubbliche, che sono legittimate nella propria azione dal mandato ricevuto ed in base ad esso svolgono il proprio ministero.
IV) sono sottomesse in tutto al governo dei sacri pastori, che approvano gli statuti, i quali dovranno obbligatoriamente contenere disposizioni precise riguardo alla ammissione o alla espulsione dei confratelli, la relazione della associazione con la autorità ecclesiastica (che potrà ad esempio designare il responsabile), i modi di gestire i beni, la procedura di soppressione etc.
V) i beni sono beni ecclesiastici. Da un lato ciò determina una limitazione nella gestione degli stessi, dall'altro è una garanzia di maggior tutela a favore dei beni stessi, i quali non potranno essere ceduti senza le opportune garanzie e tutele previste per gli altri beni ecclesiastici.
Riguardo agli edifici di culto vi è poi la ulteriore garanzia prevista dall'art. 831 del Codice Civile Italiano, che prevede l'uso esclusivo delle chiese a fini di culto e la cessione "forzata" della Chiesa stessa qualora tale fine di culto, per qualunque motivo, non sia più realizzato.
7. Come ribadito nel Decreto sull'apostolato dei Laici (Decr. Apostolicam Actuositatem n. 19) le associazioni del can 301 sono al servizio della missione e del fine della Chiesa e rappresentano un caso specifico di collaborazione dei fedeli, in questo caso in modo associato, concretizzando così una partecipazione tutta speciale di una porzione di popolo di Dio alla missione apostolica della Chiesa particolare.
Si tratta dunque di una manifestazione del tutto particolare e diremmo privilegiata che si inserisce però perfettamente nella particolare fisionomia che nel corso della storia le Confraternite sono venute assumendo e che più sopra abbiamo brevemente tratteggiato.
Le Confraternite hanno quindi una missione concreta ed attuale, rinnovata e precisata nella sue caratteristiche più salienti dal recente Codice di diritto canonico.
Per adeguarsi a questa missione le Confraternite devono guardare al proprio passato, ed alle finalità così come ci sono state tramandate dalla tradizione "l'esercizio ed incremento del culto pubblico, la promozione delle funzioni liturgiche, la catechesi ed azione pedagogica di iniziazione e di sostegno ad una vita esemplarmente cristiana l'osservanza della legge divina e le pratiche di pietà, l'assistenza religiosa ai confratelli defunti, i suffragi per i confratelli defunti, l'esercizio delle opere di misericordia temporale e spirituale".
8. Le Confraternite si inseriscono quindi nella nuova visione del laico, il quale non è più considerato alla stregua di un soggetto passivo in contrapposizione al clero, ma partecipa con il clero stesso alla vita attiva della Chiesa.
Si tratta di un nuovo orizzonte, che per certi versi vede impreparata la stessa gerarchia ecclesiale. Fino al 1983, pur con le mitigazioni Conciliari, era vigente il canone 948 del codice del 1917, che parlando dei laici e dei chierici consideravi i primi alla tregua dei governati ed i secondo quali governanti.
Vi è stato quindi un balzo in avanti, stimolato dagli interventi dell'attuale Pontefice.
In questo dato di novità si inseriscono, diremmo curiosamente, le Confraternite, che sorsere e si affermarono nel lontano Medioevo al fine di partecipare attivamente alla vita della Chiesa. Cosicchè possiamo affermare che le Confraternite furono in un certo senso anticipatrici delle attuali correnti di pensiero canonistiche, che finalmente e solo ora vedono affermarsi e codificarsi la presenza viva dei laici.
Da qui ne deriva un'altra considerazione.
La sfida dei tempi nuovi, la sfida della società che cambia, deve essere raccolta in primo luogo dalle Confraternite, la cui tradizione a difesa della dottrina cristiana ha lontane e solide origini.
In questa breve conversazione abbiamo ricordato il passato ed in particolare gli anni bui della Chiesa. Abbiamo anche ricordato la presenza delle Confraternite ed il loro ruolo attivo. Occorre ora guardare al futuro con la serietà che esso merita, ma anche con l'occhio del cristiano al quale non può mancare la fiducia della Parola di Dio.
Nuove sfide avanzano.
La secolarizzazione della società e la sua progressiva scristianizzazione, e la carenza di Pastori.
Abbiamo visto che la Chiesa affida alle Confraternite il compito di insegnare la dottrina cristiana in nome della Chiesa e di incrementare il culto pubblico.
Ebbene questi sono due compiti che nel futuro peseranno sempre più sulle Confraternite le quali sono dunque chiamate a dare una autentica testimonianza di fede e carità nello spirito della Lumen Gentium per cui i laici "sono resi partecipi del'uffico sacerdotale profetico e regale di Cristo e per la loro parte compiono nella Chiea e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano".
Avv. Giovanni Calisi
licenziato in Diritto Canonico
presso la Pontificia Università Lateranen
Fonte Articolo internet : https://digilander.libero.it/confraternitegenova/calisi.html
1. Analizzare il ruolo delle Confraternite ed il loro servizio nella Chiesa non è mero un esercizio di cultura storica e neppure una analisi giuridica. Esso ci consente di riflettere anche sul futuro ruolo delle Confraternite, e sul loro ruolo all'interno della Chiesa.
Quando si pensa alle Confraternite si pensa giustamente ad istituzioni cariche di storia. Effettivamente rintracciare le esatte origini storiche è alquanto difficile e porta a risultati comunque non definitivi.
Certamente l'origine può essere fatta risalire alle prime comunità cristiane, per cui possiamo senza dubbio affermare che la storia delle Confraternite laicali è intimanente connessa alla storia della Chiesa stessa.
L'associazionismo laicale fu una esigenza che i cristiani sentirono fin da subito, per realizzare la fratellanza e l'amore di Cristo secondo il principio evangelico "se due o tre si riuniscono per invocare il mio nome io sono in mezzo a loro" (Mt. XVIII, 20).
2. Le Confraternite come le conosciamo oggi, e dalle quali discendiamo direttamente e senza interruzione, sorsero nel XII secolo quali associazioni di fedeli erette per l'esercizio di opere di carità e pietà, ma aventi anche lo scopo dell'incremento del culto pubblico.
A differenza delle congregazioni religiose i membri delle Confraternite, allora come oggi, non emettono voti né vivono in comunità.
La stabilità, elemento molto importante in una associazione, in quanto solo così possono essere raggiunti gli scopi più alti, viene assicurata dalla erezione canonica, che consiste in un formale decreto emesso dalla autorità ecclesiastica e dalla obbligatoria adozione di uno statuto, che fissa lo scopo della Confraternita e regola i rapporti sociali interni.
La diffusione delle Confraternite, dal XII secolo in poi, fu rapidissima: Francia, Germania, Italia, Spagna.
La presenza penetrante delle Confraternite in tutti gli strati sociali, la fiducia che incutevano nei fedeli, l'esempio di povertà e di rettitudine, contribuirono a salvare la Chiesa negli anni della divulgazione della eresia.
I laici associati permisero alla Chiesa di essere presente in tutti gli ambienti, costituendo un vero e proprio tessuto connettivo di fronte al quale l'eresia non aveva la possibilità di attecchire.
Dobbiamo ricordare che in Germania, nelle città in cui vi era una forte presenza di laici associati in Confraternite la predicazione protestante si arrestò, dilagando invece altrove.
Nel '500 a Colonia vi erano 80 Confraternite a Lubecca 70, ad Amburgo 100: ebbene queste città seppero mantenere una forte presenza cattolica e come a Colonia i cattolici rimasero, come in effetti tuttora sono, maggioranza.
3. Nel corso dei secoli gli scopi delle Confraternite si mantennero sempre presenti, su due binari.
Da un lato la missionarietà e dall'altro l'esercizio della carità: accogliere i pellegrini, assistere i carcerati, seppellire i morti, costruire ospedali.
In questa sede non è possibile analizzare i rapporti delle Confraternite con la società e con la Chiesa e la loro evoluzione storica. Va però sottolineato che con singolare capacità "autorigeneratrice", di volta in volta, le Confraternite seppero adattarsi alle mutate condizioni dei tempi.
Arriviamo invece ai giorni nostri e cerchiamo di vedere come le Confraternite si inseriscono nella struttura ecclesiale e quindi cosa possono offrire e proporre per il futuro.
4. Abbiamo detto che le Confraternite sono associazioni di fedeli.
Il codice di diritto canonico (CIC) del 1983 al canone 215 enuncia il diritto dei fedeli di riunirsi in associazioni.
Può sembrare curiosa questa enunciazione, se si considera che con le Confraternite i fedeli già da secoli esercitavano questo diritto, tuttavia va considerato il nuovo rilievo che si vuole dare nella Chiesa alle associazioni di fedeli sulla base delle dottrine espresse nel Concilio Vaticano II.
Si riconosce cioè che il diritto di associarsi non può essere visto soltanto come un diritto umano recepito dall'ordinamento della Chiesa - come in effetti già era nel Codice Pio Benedettino del 1917 - ma l'associarsi nella Chiesa che è Popolo e Corpo, risponde al valore divino.
5. Il vigente diritto canonico ha ritenuto utile suddividere le associazioni in due grandi gruppi:
- le associazioni pubbliche
- le associazioni private.
L'esistenza di queste ultime è una novità mentre riguardo alle prime esse erano già delineate nel Codice piano benedettino proprio nelle disposizioni riguardanti le Confraternite.
Le Confraternite per antica tradizione, alla quale ci si richiama ai sensi del canone 120 CIC 1983, appartengono alla categoria delle associazioni pubbliche di fedeli che si differenziano sostanzialmente nel regime giuridico e nel loro rapporto con l'autorità ecclesiastica (cf. can 301 CIC).
L'esatta definizione giuridica delle Confraternite è quindi quella ancora contenuta dal canone 707 del codice di diritto canonico del 1917, con i rilevanti aggiornamenti contenuti nel codice del 1983, che modernizza il ruolo della Confraternite, inserendole nelle associazioni pubbliche e conferendo a questa importante categoria compiti del tutto speciali.
6. E' interessante analizzare i caratteri propri degli enti ("associazioni pubbliche") alla cui categoria appartengono le nostre istituzioni. Da queste analisi appare chiaro il ruolo che la Chiesa affida al laicato "pubblico".
I) sono erette dalla gerarchia.
II) la gerarchia assegna una missione canonica
III) le associazioni pubbliche agiscono in nome della gerarchia
IV) sono sottomesse in tutto al governo dei sacri pastori,
V) i loro beni sono beni ecclesiastici.
I) le associazioni sono erette dalla gerarchia. Occorre un atto di erezione per costituire una nuova Confraternita e tale atto è proprio ed esclusivo della autorità ecclesiastica, che contemporaneamente alla erezione canonica concede anche la personalità giuridica.
II) la stessa gerarchia assegna una missione canonica in quanto i fini delle associazioni presuppongono una partecipazione nella missione pastorale propria della gerarchia. Precisamente il canone 301 CIC affida alle persone pubbliche due finalità:
a - l'insegnamento della dottrina cristiana in nome della Chiesa
b - l'incremento del culto pubblico.
Questi sono di fatto i compiti che la Chiesa affida oggi alle Confraternite.
Occorre precisare che se ad ogni fedele è fatto obbligo di insegnare la dottrina cristiana il compito di farlo in nomine Ecclesiae è compito che spetta all'autorità la quale può affidarlo ad una associazione.
Riguardo al culto pubblico, la seconda finalità, occorre dire ciò che si riferisce al culto pubblico, normalmente è compito collegato al munus santificandi che spetta in quanto tale ai Pastori consacrati in conformità col disegno divino sulla Chiesa. L'affidamento di questa funzione ad una associazione laicale è una grave responsabilità che costituisce la associazione stessa quale più stretto collaboratore della autorità, che da parte sua si rende garante dell'operato della stessa associazione.
III) le associazioni pubbliche agiscono in nome della gerarchia. La autorità ecclesiastica affida dunque una sorte di missione alle associazioni pubbliche, che sono legittimate nella propria azione dal mandato ricevuto ed in base ad esso svolgono il proprio ministero.
IV) sono sottomesse in tutto al governo dei sacri pastori, che approvano gli statuti, i quali dovranno obbligatoriamente contenere disposizioni precise riguardo alla ammissione o alla espulsione dei confratelli, la relazione della associazione con la autorità ecclesiastica (che potrà ad esempio designare il responsabile), i modi di gestire i beni, la procedura di soppressione etc.
V) i beni sono beni ecclesiastici. Da un lato ciò determina una limitazione nella gestione degli stessi, dall'altro è una garanzia di maggior tutela a favore dei beni stessi, i quali non potranno essere ceduti senza le opportune garanzie e tutele previste per gli altri beni ecclesiastici.
Riguardo agli edifici di culto vi è poi la ulteriore garanzia prevista dall'art. 831 del Codice Civile Italiano, che prevede l'uso esclusivo delle chiese a fini di culto e la cessione "forzata" della Chiesa stessa qualora tale fine di culto, per qualunque motivo, non sia più realizzato.
7. Come ribadito nel Decreto sull'apostolato dei Laici (Decr. Apostolicam Actuositatem n. 19) le associazioni del can 301 sono al servizio della missione e del fine della Chiesa e rappresentano un caso specifico di collaborazione dei fedeli, in questo caso in modo associato, concretizzando così una partecipazione tutta speciale di una porzione di popolo di Dio alla missione apostolica della Chiesa particolare.
Si tratta dunque di una manifestazione del tutto particolare e diremmo privilegiata che si inserisce però perfettamente nella particolare fisionomia che nel corso della storia le Confraternite sono venute assumendo e che più sopra abbiamo brevemente tratteggiato.
Le Confraternite hanno quindi una missione concreta ed attuale, rinnovata e precisata nella sue caratteristiche più salienti dal recente Codice di diritto canonico.
Per adeguarsi a questa missione le Confraternite devono guardare al proprio passato, ed alle finalità così come ci sono state tramandate dalla tradizione "l'esercizio ed incremento del culto pubblico, la promozione delle funzioni liturgiche, la catechesi ed azione pedagogica di iniziazione e di sostegno ad una vita esemplarmente cristiana l'osservanza della legge divina e le pratiche di pietà, l'assistenza religiosa ai confratelli defunti, i suffragi per i confratelli defunti, l'esercizio delle opere di misericordia temporale e spirituale".
8. Le Confraternite si inseriscono quindi nella nuova visione del laico, il quale non è più considerato alla stregua di un soggetto passivo in contrapposizione al clero, ma partecipa con il clero stesso alla vita attiva della Chiesa.
Si tratta di un nuovo orizzonte, che per certi versi vede impreparata la stessa gerarchia ecclesiale. Fino al 1983, pur con le mitigazioni Conciliari, era vigente il canone 948 del codice del 1917, che parlando dei laici e dei chierici consideravi i primi alla tregua dei governati ed i secondo quali governanti.
Vi è stato quindi un balzo in avanti, stimolato dagli interventi dell'attuale Pontefice.
In questo dato di novità si inseriscono, diremmo curiosamente, le Confraternite, che sorsere e si affermarono nel lontano Medioevo al fine di partecipare attivamente alla vita della Chiesa. Cosicchè possiamo affermare che le Confraternite furono in un certo senso anticipatrici delle attuali correnti di pensiero canonistiche, che finalmente e solo ora vedono affermarsi e codificarsi la presenza viva dei laici.
Da qui ne deriva un'altra considerazione.
La sfida dei tempi nuovi, la sfida della società che cambia, deve essere raccolta in primo luogo dalle Confraternite, la cui tradizione a difesa della dottrina cristiana ha lontane e solide origini.
In questa breve conversazione abbiamo ricordato il passato ed in particolare gli anni bui della Chiesa. Abbiamo anche ricordato la presenza delle Confraternite ed il loro ruolo attivo. Occorre ora guardare al futuro con la serietà che esso merita, ma anche con l'occhio del cristiano al quale non può mancare la fiducia della Parola di Dio.
Nuove sfide avanzano.
La secolarizzazione della società e la sua progressiva scristianizzazione, e la carenza di Pastori.
Abbiamo visto che la Chiesa affida alle Confraternite il compito di insegnare la dottrina cristiana in nome della Chiesa e di incrementare il culto pubblico.
Ebbene questi sono due compiti che nel futuro peseranno sempre più sulle Confraternite le quali sono dunque chiamate a dare una autentica testimonianza di fede e carità nello spirito della Lumen Gentium per cui i laici "sono resi partecipi del'uffico sacerdotale profetico e regale di Cristo e per la loro parte compiono nella Chiea e nel mondo la missione propria di tutto il popolo cristiano".
Avv. Giovanni Calisi
licenziato in Diritto Canonico
presso la Pontificia Università Lateranen
Fonte Articolo internet : https://digilander.libero.it/confraternitegenova/calisi.html
sabato 3 novembre 2018
venerdì 26 ottobre 2018
COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI
INDULGENZE PER LE ANIME DEL PURGATORIO
NEL
GIORNO DEI MORTI
I fedeli possono lucrare un’Indulgenza Plenaria
applicabile solo alle anime del Purgatorio alle seguenti condizioni:
-visita di una chiesa (tutte le chiese o oratori)
- recita del Pater e del Credo
- confessione (negli 8 giorni precedenti o successivi)
- comunione
-preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave e Gloria)
- recita del Pater e del Credo
- confessione (negli 8 giorni precedenti o successivi)
- comunione
-preghiera secondo le intenzioni del Papa (Pater, Ave e Gloria)
DAL 1° all’8 NOVEMBRE
Alle solite condizioni, i fedeli possono lucrare (una volta al giorno)
una Indulgenza Plenaria applicabile alle anime del Purgatorio:
-visitando il cimitero
-pregando per i defunti
-pregando per i defunti
PREGHIERE
per TUTTI I DEFUNTI
O Dio, onnipotente ed eterno, Signore dei vivi e dei morti, pieno di misericordia verso tutte le tue creature, concedi il perdono e la pace a tutti i nostri fratelli defunti, perché immersi nella tua beatitudine ti lodino senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen.
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